Se siamo in salute siamo sereni

Se siamo sereni siamo in grado di gestire con lucidità le situazioni che ci si presentano

Se siamo lucidi riusciamo ad agire nel migliore dei modi

Scuole di Naturopatia e corsi "riconosciuti". Facciamo Chiarezza

Molti lettori ci scrivono per avere informazioni circa la validità dei titoli rilasciati da “Università” libere o popolari, e specialmente circa la validità dei titoli da esse rilasciati. Spiace dover rimarcare come, nella maggioranza dei casi, non venga esaurientemente chiarito come tali titoli non hanno alcun valore legale, e neppure possono essere considerati utili ai fini di un futuro “riconoscimento” legislativo. Prima di farsi illudere da pubblicità ingannevoli, suggeriamo di leggere attentamente quanto segue, e di informarsi presso le sedi competenti e non presso le scuole di naturopatia, le quali hanno tutto l’interesse a vendere i loro corsi, spesso a scapito della corretta comunicazione. La denominazione “Università” è riservata, per legge, ai sensi dell’articolo 10, comma 1, del D.L. 1 ottobre 1973, n. 580, recante “Misure urgenti per l’Università”, convertito con modificazioni nella legge 30 novembre 1973, n. 766, alle università statali ed a quelle non statali riconosciute per rilasciare titoli aventi valore legale. L’articolo in esame dispone, infatti, che “le denominazioni di università, ateneo, politecnico, istituto di istruzione universitaria, possono essere usate soltanto dalle università statali e da quelle non statali riconosciute per rilasciare titoli aventi valore legale a norma delle disposizioni di legge”. Allo stesso modo i titoli di studio universitari e le qualifiche accademiche sono soltanto quelli previsti per legge (individuati, in via primaria, dalla legge 13 marzo 1958, n. 262, recante “Conferimento ed uso di titoli accademici, professionali e simili”, e, in particolare, dall’articolo 1, volto a disporre che “le qualifiche accademiche di dottore, compresa quella honoris causa, le qualifiche di carattere professionale, la qualifica di libero docente possono essere conferite soltanto con le modalità e nei casi indicati dalla legge” e dall’articolo 1 della legge, recante “Riforma degli ordinamenti didattici universitari”, 19 novembre 1990, n. 341) e possono essere conferiti, con le modalità e nei casi indicati dalla legge stessa, esclusivamente dalle istituzioni universitarie statali e non statali autorizzate a rilasciare titoli aventi valore legale (articolo 2 della legge n. 262/58 e articolo 1 punti 1. e 2. del R.D., recante “Testo unico delle leggi sull’istruzione superiore”, 31 dicembre 1933, n. 1592). E’ superfluo ricordare che l’utilizzo e la pubblicità relativa a istituzioni denominate “Accademie”, “Libere Università “ o “Università popolari” configura una precisa violazione di legge e un inganno nei confronti dei consumatori quando si tratta di istituzioni private prive delle necessarie autorizzazioni di legge, le quali non possono rilasciare Diplomi di laurea nè altri titoli che in qualunque modo abilitino all’esercizio di una nuova professione. Non ci risulta, ed è assolutamente pacifico, che nessuna Scuola di naturopatia o medicine non convenzionali possieda la necessaria autorizzazione per rilasciare titoli universitari e tantomeno per riconoscere nuove professioni. Inoltre, la qualifica di “Libera Università” che molte scuole si attribuiscono, è chiaramente, alla luce delle disposizioni sopracitate, una precisa violazione di legge. Quanto alle Università popolari, per esempio, l’Università popolare Avalon è una associazione privata come ogni altra, ma che ha seguito l’iter per il suo riconoscimento come università popolare, che le attribuisce •personalità giuridica riconosciuta dal Ministero della Pubblica Istruzione, Università e Ricerca Scientifica (M.I.U.R.); •iscrizione all’anagrafe nazionale degli Enti di Ricerca; •accreditamento quale Ente di Formazione ai sensi del D.M. 177/2001. L’Università Popolare Avalon, inoltre, ha stipulato accordi di reciprocità con Università Statali. Tutto ciò, al di là dell’apparenza burocratica, non ha nulla a che vedere con il suo riconoscimento come Università privata, tant’è vero che essa, come tutte le università popolari e altre associazioni culturali e di ricerca, non è soggetta alle disposizioni di legge in materia di università, non ha una organizzazione di tipo universitario, non ha un preside, un rettore, un senato accademico,un consiglio di facoltà, non rilascia né titoli di laurea né certificazioni di crediti formativi validi all’interno del percorso universitario. È sufficiente leggere la composizione degli organi sociali disponibile sul sito dell’Associazione, per osservare come essa sia retta da persone completamente al di fuori dell’ambiente universitario (un medico, un ex dirigente di azienda e una pensionata fanno parte del consiglio direttivo), salvo che non si consideri tale la qualifica di studente (!) universitario di cui si fregia il vicepresidente. Tra i suoi scopi e funzioni non esiste il rilascio di titoli legalmente riconosciuti, tantomeno di livello universitario, per cui è evidente che il meritorio e lodevole scopo di queste associazioni non può essere confuso con quello delle normali istituzioni universitarie, pur potendo esse fregiarsi di tale denominazione, ingannevolmente sfruttata da alcune scuole.Infatti, suggeriamo di leggere su: http://www.cnupi.it/domande.html, il sito della Confederazione nazionale delle università popolari italiane, il quale espone con molta chiarezza le caratteristiche, gli scopi, i limiti e le prerogative legalmente riconosciute delle università popolari. Si legga attentamente e si osservi come emerga chiaramente dai riferimenti legislativi come i corsi organizzati dalle università popolari non siano mai parificati ipso facto a quelli delle università abilitate dal Ministero all’esercizio delle loro funzioni. Nessuna scuola e nessun corso, per quanto ingannevolmente pubblicizzato, in naturopatia o discipline bionaturali, o medicine non convenzionali, rilascia titoli legalmente validi, né può costituire credito formativo all’interno di un percorso universitario riconosciuto. Si tratta sempre, infatti, di semplici attestati privi di valore legale, e che non è corretto prospettare che possano eventualmente essere riconosciuti in futuro da una qualche ipotetica legge in materia. Riportiamo uno stralcio molto chiaro in proposito, tratto dal sito in questione: Sono il Presidente di un’Associazione o di un Ente di Formazione, associandomi alla CNUPI acquisirò ipso facto il riconoscimento degli attestati che rilascio al termine dei miei corsi? Certamente no. E non v’è niente che sia più errato (e pericoloso) pensare. Bisogna analizzare questo aspetto con una cospicua dose di onestà, una discreta competenza e tanto interesse alla tutela degli allievi soci. L’espressione “riconoscimento di un corso”, o l’altra quasi identica “accreditamento di un corso”, dice tutto e non dice niente poiché è estremamente vaga. Bisogna valutare caso per caso, secondo la specifica tipologia del corso. Intanto bisogna specificare chi definisce che cosa ed in vista di cosa. In Italia l’art. 33 della Costituzione stabilisce la massima libertà d’insegnamento, tuttavia per quanto riguarda il valore legale dei titoli di studio il discorso è diverso ed è pieno di distinzioni e di sfumature che bisogna conoscere. Intanto consiglierei a chi vuole ‘tuffarsi’ nel campo della formazione di studiare prioritariamente due bei manuali: uno di legislazione scolastica e l’altro di legislazione universitaria. Conoscere bene la cornice normativa nella quale si opera prima ancora che preoccuparsi del ‘riconoscimento’ dei titoli è indice di serietà. Veniamo al dunque, facendo alcuni esempi: a. Corsi scolastici: è l’esame di stato che conferisce legalità al diploma di studio finale. Un attestato extra scolastico potrà costituire Credito Formativo Scolastico in conformità al deliberato del Collegio dei Docenti di quella classe di appartenenza del ragazzo. b. Corsi universitari: soltanto le Università statali o legalmente riconosciute possono rilasciare titoli accademici. Chi è esterno a queste strutture può stipulare convenzioni affinché gli attestati di corsi ‘esterni’ al percorso accademico ufficiale possano valere quale Credito Formativo Universitario, e ciò dipenderà dal deliberato del relativo Consiglio di Corso di Laurea. E’ inoltre possibile collaborare con un Ateneo stipulando una convenzione mirata alla realizzazione di un Master Universitario o di un percorso di Alta Formazione; sarà comunque sempre un regolare Bando Rettorale a conferire valore legale al titolo. Da ciò deriva necessariamente che un corso di studi (anche se di alta qualità) non può essere definito master (né tantomeno così pubblicizzato) se non è bandito da un Rettorato universitario. (si osservi che nessun corso organizzato da nessuna scuola o università popolare in Italia gode di tale riconoscimento) c. ECM = Educazione Continua in Medicina. I medici nell’esercizio della loro professione devono necessariamente acquisire ‘punteggio’ tramite una formazione annuale. Questa tipologia di insegnamento va accreditata per ogni singolo corso presso il Ministero della Sanità. La procedura di accreditamento solitamente varia; se si è soci della CNUPI è consigliabile rivolgersi alla Segreteria Nazionale per essere assistiti nella procedura. d. Corsi di Formazione per il Personale della Scuola. Sono istituiti dalla Ordinanza Ministeriale 177/2000 in virtù della quale il Ministero dell’Istruzione conferisce ad alcuni Enti ‘certificati’ la capacità di organizzare tali corsi e di erogare attestati con piena validità legale. La CNUPI è tra questi Enti. Ciò significa che essa, ed essa soltanto, può organizzare tali corsi ed erogare attestati finali e non le sue singole associate; queste, pertanto, se vogliono realizzare tale tipologia di attività, possono rivolgersi alla CNUPI per realizzare un loro progetto. L’accordo operativo con la CNUPI, dunque, non può essere preso dopo aver svolto il corso ma, necessariamente, molto prima e ciò per concertare tutti i particolari ed adeguarli alla normativa. Si tenga inoltre presente: il fatto che la CNUPI goda di riconoscimento di Personalità Giuridica tramite apposita legge non implica che gli attestati rilasciati da essa stessa o dalle sue associate abbiano valore legale o siano ‘riconosciuti’. Tale riconoscimento costituisce una garanzia di qualità agli occhi dei Ministeri e del cittadino, agevola senz’altro le procedure di integrazione nel sistema formativo, ma non abilita certo a derogare dalle norme. In conclusione, invitiamo ancora una volta coloro che siano intenzionati a intraprendere un percorso di studi in materia di counseling o naturopatia a informarsi con molta attenzione e a non farsi ingannare da pubblicità ingannevoli o scorrette, così diffuse nel mondo redditizio della naturopatia commerciale. 

Sento doveroso aggiungere

Le informazioni riportate in questo "spazio" sono frutto del mio lavoro e di un personale interesse ed hanno quindi solo un fine divulgativo e illustrativo.

La medicina olistica non si pone in contrapposizione, nè in alcun modo intende sostituire la medicina tradizionale quindi vi chiedo di utilizzare con intelligenza e buon senso tutte le informazioni che qui troverete.

Queste non sono infatti riferibili né a prescrizioni, né a consigli medici, né a terapie sanitarie ed in nessun caso devono sostituire farmaci o consigli prescritti da un medico.